
In primo piano nel quadro di competenze EMT, la terminologia per la traduzione ha attirato molta attenzione negli ultimi anni ed è diventata oggetto di numerose pubblicazioni scientifiche.
Inutile dire che anche in questo campo, le professioni sono cambiate radicalmente: gli strumenti digitali hanno reso molto più semplice la creazione e l'uso di corpora, banche dati e memorie di traduzione.
Sembra che sempre più traduttori condividano risorse tra di loro. Il lavoro terminologico pare averli portati a rompere l'isolamento per cui sono (tristemente) noti, portandoli a svolgere attività di networking e creare sistemi di supporto.[1]
Quando nel 2017 abbiamo iniziato ad occuparci del corso di "Ricerca Terminologica per Traduttori", della laurea magistrale all'Université Paul-Valéry Montpellier 3, l’obiettivo era preparare i nostri studenti a questo tipo di lavoro collaborativo, fornendogli al contempo la base teorica necessaria per prevenire nuove problematiche.
Le nostre osservazioni (in particolar modo quelle relative ai glossari inclusi nelle tesi di laurea magistrale negli anni precedenti) coincidevano con quelle degli specialisti. In sostanza, il lavoro terminologico sembrava scomparire nelle memorie di traduzione.[2] Termini, parole, espressioni della lingua di tutti i giorni venivano spesso registrati insieme in un miscuglio, per essere facilmente reperibili in un click (spesso solo a causa della difficoltà nel digitarli).
Tuttavia, affidarsi a dei software per riconoscere i termini e fornire una traduzione accurata in queste condizioni mette a rischio la coerenza terminologica, il che può avere gravi ripercussioni sia per i clienti che per i traduttori, che verrebbero ritenuti legalmente responsabili.
Per questo motivo, abbiamo deciso di adottare una strategia pedagogica orientata ai progetti collaborativi, così da rispecchiare la pratica sempre più diffusa della condivisione, ma rispettando comunque i requisiti di rigore e di conoscenza teorica che abbiamo ritenuto necessari per un esercizio efficace, sia per quanto riguarda la traduzione, sia per altre professioni del settore linguistico, come la scrittura tecnica e, naturalmente, la terminologia.
Sostenere i compagni di squadra
L'organizzazione del corso rispecchia questo duplice obiettivo. La terminologia è oggetto di studio nel terzo e ultimo semestre del corso (il quarto è dedicato ai tirocini), con 13 sessioni settimanali tenute a turno da un traduttore freelance e un docente. Ciascuna sessione di un'ora e mezza, in francese, include mezz'ora di insegnamento teorico e un'ora di lavoro in piccoli gruppi con controllo individuale del docente, dedicata alla creazione di un saggio breve (in francese) e un glossario bilingue inglese-francese.
Per illustrare un quadro completo dell'ambiente in cui operiamo, è degna di nota la particolare rilevanza della terminologia in Francia, che nasce da una politica linguistica proattiva e centralizzata. Un dipartimento specifico del Ministero della Cultura, la Délégation Générale à la Langue Française et aux Langues de France (DGLFLF), è responsabile della definizione della terminologia ufficiale francese in tutte le aree di attività economica e culturale. A livello nazionale, il ruolo della DGLFLF è simile a quello della TermCoord all'interno della DGT dell'UE. Le loro decisioni vengono pubblicate nel Journal officiel sotto forma di liste terminologiche che devono essere impiegate da tutti i servizi governativi e dai loro committenti.
Pertanto, la DGLFLF è responsabile della creazione di glossari multilingue sui nuovi sport olimpici in preparazione per i Giochi olimpici di Parigi 2024. Questi glossari verranno pubblicati sul sito web della DGLFLF e resi pubblici alle autorità francesi e olimpiche, oltre che ai cittadini (specialmente ai reporter). Siamo stati davvero fortunati ad aver creato una collaborazione con la DGLFLF, che offre tutti gli anni tirocini a diversi dei nostri studenti. Inoltre, questa esperienza si è rivelata essenziale per il rinnovamento del nostro approccio didattico.
Prima partita: primo tentativo
Questa collaborazione è iniziata nel 2019, con la partecipazione di uno studente di madrelingua italiana a un progetto della Rete di Terminologia Panlatina REALITER, che prevedeva la pubblicazione di glossari in lingue neolatine.[3]
Nel 2020 poi, in previsione della Coppa del Mondo di rugby a 15 in Francia e dei Giochi olimpici 2024, la DGLFLF e i suoi partner hanno iniziato a redigere un glossario su questo sport. Nel quadro della collaborazione con la nostra università, tre studenti sono stati incaricati di preparare i glossari terminologici da integrare nell'app Lexicosports.
Il team era composto da un madrelingua italiano, un madrelingua arabo e un madrelingua francese; quest’ultimo aveva accettato questo tirocinio “per mancanza di un'opportunità migliore” (il tirocinio che avrebbe dovuto fare in un’agenzia di traduzione era stato annullato a causa del COVID), ma che si è appassionato al progetto, così come gli altri due, e i cui contatti nel campo, o dovremmo dire sul campo, si sono rivelati preziosi.
I tirocinanti hanno organizzato il loro lavoro di gruppo in modo autonomo: determinazione dei sottodomini; scelta delle intestazioni per i record (con il supporto e la consulenza della DGLFLF), creando un corpus comparabile; stesura delle definizioni, correzione di bozze e revisione. Ciò ha comportato contatti con professionisti del mondo dello sport: esperti (atleti, giornalisti sportivi, allenatori, dirigenti di club e persino un specialista di diritto sportivo), federazioni di rugby, sia in Francia che all'estero. Questa comunicazione professionale è stata condotta in inglese e in francese.
Tale esperienza di gestione dei progetti interculturali è stata inizialmente molto sperimentale, ma i nostri studenti ci sono riusciti in maniera brillante, il che ci ha convinto a riprogettare il nostro corso per facilitare il lavoro dei prossimi tirocinanti DGLFLF e per formare meglio l'intera classe su questo tipo di collaborazione.
Nuovo team, nuove regole
Inizialmente il corso è stato progettato attorno al classico record di terminologia e ai suoi campi (termine, lingua, categoria grammaticale, campo e sottocampo disciplinare, definizione, contesto, note tecniche e linguistiche con possibilmente qualche illustrazione e riferimenti incrociati ad altri record nel glossario). Gli studenti si sono divisi in piccoli gruppi di lavoro (da tre a cinque persone) per completare parte dell'incarico finale. Successivamente, il corso si è evoluto in maniera graduale verso un lavoro collettivo che ha coinvolto l'intera classe in un vero e proprio progetto di stesura del glossario degli sport paralimpici, destinato ad essere utilizzato dai prossimi tirocinanti DGLFLF.
Abbiamo chiesto ai nostri studenti di elencare gli sport paralimpici, di organizzarsi e poi lavorare in maniera indipendente in piccoli gruppi (otto in totale) sui rispettivi sottocampi. A loro è stato permesso, e sono stati persino incoraggiati, includere vari materiali multimediali al fine di creare un corpus comparabile, elencando tutte le fonti in un file online condiviso. Questo corpus ha consentito loro di identificare ed estrarre (manualmente, quest'anno) poco meno di 300 termini candidati, che sono stati poi riuniti, insieme al loro equivalente inglese per ciascun sottocampo scelto, in una cartella contenente le intestazioni di un record di terminologia classica per entrambe le lingue, completamente gestito dagli studenti. Tutte queste informazioni dovevano essere accessibili in tempo reale e disponibili all'intera classe tramite un file online condiviso.
Gli studenti hanno potuto allenarsi alla gestione del progetto in modo in parte autonomo, definendo obiettivi comuni per produrre un file di lavoro collettivo, insieme alle altre parti del loro compito finale.
Questa nuova metodologia mira a creare un ambiente semi-professionale, incoraggiando l'acquisizione di competenze complete e trasversali, comprese le soft skills in contesti professionali (a partire dal tirocinio M2). Soprattutto, rende chiari agli studenti il valore, l’utilità e lo scopo dell’esercizio, un aspetto cruciale per il loro impegno,[4] e lascia più spazio alla parte pratica.
Negli anni precedenti, ciò che gli studenti avevano apprezzato di questo corso era l'opportunità di acquisire maggiore conoscenza su un campo specifico e un modo per iniziare a specializzarsi. Abbiamo potuto osservare chiaramente come la scelta dell'area tematica fosse fondamentale per l'impegno degli studenti, per il loro coinvolgimento personale e, in ultima analisi, per il successo del progetto. Non eravamo certi che tutti avrebbero reagito positivamente alla prospettiva di trascorrere un semestre lavorando sulla terminologia degli sport paralimpici. Tuttavia, la prospettiva di apprendere di più sul lavoro che i terminologi effettivamente svolgono, in un contesto semi-professionale, e l'esperienza dei tirocinanti precedenti sono stati fattori di grande motivazione per il gruppo, nonostante le condizioni di didattica a distanza dovute alla pandemia e al blocco dello scorso autunno.
Seconda partita: conversione della meta
L'introduzione della didattica a distanza in seguito all'emergenza COVID ha sicuramente reso più difficile il nostro compito, ma i risultati di un sondaggio agli studenti confermano il nostro intento iniziale: su 14-20 intervistati, il 50% ha trovato interessanti gli argomenti trattati e siamo rimasti piacevolmente sorpresi nel vedere che il lavoro di squadra è stato uno dei punti di forza del semestre (il 25%), anche a livello motivazionale. Infine, il 20% ha apprezzato la disponibilità dei docenti, molto richiesti, forse perché alcuni studenti erano restii a fare domande durante le sessioni di videoconferenza.
Avviso
Tra gli aspetti negativi, alcuni studenti hanno espresso difficoltà nel comprendere il legame tra le due parti del corso: la parte teorica, incentrata su concetti terminologici più ampi (corpora, definizioni, ontologie e alberi di dominio, ecc.), e la realizzazione del glossario di gruppo (7%). Questa difficoltà era evidente nei brevi saggi, che facevano parte dell'incarico, poiché la maggior parte di essi ha scarsamente sfruttato i metodi appresi nella parte pratica del corso (ad esempio, non è stata effettuata la creazione di corpora o ontologie, a differenza degli anni precedenti).
Comunque, un ottimo tentativo collettivo
Il fatto che gli studenti fossero entusiasti del lavoro di gruppo, che coinvolgeva l'intera classe e mirava a un progetto concreto a medio termine, ha mostrato quanto fosse stato vantaggioso il loro inserimento in un ambiente semi-professionale e le dinamiche di condivisione di compiti e risultati. Naturalmente, l'apprendimento a distanza potrebbe essere un fattore importante o almeno una ragione di cautela: il relativo isolamento degli studenti durante il lockdown potrebbe spiegare perché fossero così entusiasti di lavorare insieme, cosa che non era accaduta negli anni precedenti — anzi, al contrario!
Tuttavia, la classe ha dovuto sviluppare competenze fondamentali, sia trasversali che tecniche, per completare questo progetto: la gestione di esso e il lavoro di squadra, ovviamente; la coordinazione del tempo, la velocità e il rispetto delle scadenze, lo spirito competitivo, ma con cooperazione e aiuto reciproco, il controllo dello stress (specialmente alla fine del semestre), la flessibilità, la negoziazione, l’ascolto, l’intelligenza emotiva, ecc. La lista delle competenze e abilità utilizzate durante questo lavoro di squadra è tutt'altro che esaustiva. Come evidenziato nel quadro di riferimento EMT per le competenze personali e interpersonali, queste abilità potrebbero davvero aiutare i giovani traduttori a fare la differenza in un ambiente professionale altamente competitivo, con l'ascesa delle nuove tecnologie IA.
Terzo tempo
In futuro, questi strumenti digitali dovranno essere meglio integrati nel lavoro di squadra, in particolare gli strumenti di estrazione terminologica, a cui quest’anno abbiamo dovuto rinunciare. Per il momento, i dati creati dagli studenti vengono utilizzati nel corso di CAT tools, per insegnare l'uso del software di gestione terminologica (Multiterm). La collaborazione tra i docenti di Terminologia e CAT prevede una coordinazione tra i due passaggi: la creazione del glossario e l’apprendimento dei vari software. Gli studenti hanno apprezzato l'iniziativa, che speriamo di portare avanti il prossimo anno.
La terminologia, insegnata tramite il progetto di gruppo, si è rivelata essenziale per la nostra formazione. Permette lo sviluppo di numerose competenze e colma il divario tra diverse discipline e professioni, così come tra l'università e il suo ambiente sociale ed economico. In questo senso, le collaborazioni offerte da TermCoord attorno al database IATE sembrano estremamente interessanti e dobbiamo ringraziare i nostri colleghi di Tolosa per aver condiviso la loro esperienza durante la riunione generale dell'EMT nell'ottobre del 2019 — ci hanno sicuramente ispirato a concepire la terminologia sotto una nuova luce.
A lungo termine, il nostro obiettivo è fornire ai nostri studenti gli strumenti teorici e pratici per comprendere e padroneggiare il lavoro terminologico in situazioni interculturali e multilingue - concrete, non solo dal punto di vista dei professionisti della traduzione, ma anche da quello degli scrittori tecnici e, ovviamente, dei terminologi, in quanto gli scambi e i legami tra queste attività sono in continua evoluzione nella professione.
Nel mondo della traduzione, in rapida evoluzione, questo esperimento terminologico e pedagogico dimostra i benefici che si possono ottenere da partnership esterne all'Università, siano esse con aziende, traduttori freelance, sindacati professionali e istituzioni. Questo tipo di formazione sottolinea il potenziale del lavoro di gruppo e coinvolge gli studenti in nuovi contesti professionali, preparandoli ad affrontare con fiducia ulteriori cambiamenti, compresi quelli che ancora non possiamo immaginare.
[1] Gariépy, Julie. La collaboration en terminographie étude de cas comparée de la terminographie collaborative et de la terminographie classique. Université d’Ottawa, 2013. [https://ruor.uottawa.ca/handle/10393/23977, dernière consultation le 25/05/2021] et Gómez Palou Allard, Marta. Managing Terminology for Translation Using Translation Environment Tools: Towards a Definition of Best Practices. University of Ottawa, 2012. [http://www.ruor.uottawa.ca/fr/bitstream/handle/10393/22837/Gomez_Palou_Allard_Marta_2012_thesis.pdf, dernière consultation le 25/05/2021].
[2] Bowker, Lynne. “Terminology and Translation”. The Handbook of Terminology. Hendrik Kokaert, Frieda Steurs (eds). Amsterdam: Benjamins, 2015, p. 307.
[3] http://www.realiter.net/fr/lessici-realiter.
[4] Montero Martinez, Silvia e Pamela Faber Benítez, “Terminological competence in translation”, Teaching and Learning Terminology. New strategies and methods, Numéro special de Terminology, 15:1, John Benjamin Company, 2009, pp. 88-104.
Dettagli
- Data di pubblicazione
- 31 maggio 2021
- Lingua
- inglese
- francese
- italiano
- neerlandese
- Categoria EMT
- Iniziative pedagogiche
